Mio caro Emiliano…

Eccovi una nuova poesia alessandrina. Si sa che chi disprezza… compra!

Mio caro Emiliano,

giochi a fare il maschietto,

ti dai arie da spaccafiche

e disprezzi i finocchi.

Eppure sono certo

che se da dietro

ti inculassi

guairesti

come una gattina in calore.

Enrico Proserpio

Dervio, 12 febbraio 2011

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Grigio è il cielo…

Anche il dolore a volte è amore e sentimento.

Grigio è il cielo

di questa sera triste

senza te.

Se ti avessi ora

dominato staresti

tra lenzuola sudate.

Legati i polsi

rigata la schiena

dalle mie unghie voraci

scosso il petto

dai lamenti del godimento

proveresti le vette

del mio amore per te.

Non ho molli carezze

né baci da femminetta

per la tua pelle candida.

Ho violenta passione,

insaziabile fame,

sensuale rabbia!

I teneri afflati

restino fuori

dalla nostra alcova.

Dervio, 14 luglio 2011

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E mentre il lago…

Nuova poesia fresca di giornata. Il desiderio spesso è frenato dalle paure e dalle convenienze. Per questo è necessario divenire degli “inattuali”nel senso che ci insegna il grande Nietzsche. Bisogna diventare esseri senza tempo, avulsi ed estranei alla propria epoca per poter giungere all’Eccelso.

E mentre il lago

ti accarezza lento

con le sue onde

io figuro l’amore

carnale e violento

che saprei darti

se solo il tuo cuore

libero fosse

di correre insieme al mio

sulle praterie riarse

o tra le nevi perenni.

Ma inattuale è il mio spirito

e incatenato il tuo

nelle paure giovanili

e nei confusi desideri.

Non c’è tempo per noi,

non c’è tempo per la passione ardente

che vorrebbe possederti

per il lupo vorace

che vorrebbe azzannarti

e farti suo

in una notte eterna.

Dervio, 07 luglio 2011

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I miei occhi Addisu…

Una nuova poesia fresca fresca. In tempi di multietnia come i nostri, il fascino ha spesso un sapore esotico.

I miei occhi Addisu

rincorrono le gocce di pioggia

che lievi scorrono

sulla tua pelle scura.

Come vorrei accarezzare

quelle membra brunite

come vorrei sprofondare

nel nero notturno

del tuo dolce sguardo!

Ma tu Addisu,

lontano e altero,

resti solo un miraggio

di esotici piaceri.

Dervio, 08 giugno 2011

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Il tirocinante.

Un racconto di un paio di anni fa. Narra l’inizio di una storia d’amore fuori dai soliti sciocchi canoni della morale. Buona lettura!

Ero un uomo arrivato. Avevo un lavoro come si deve: primario in una clinica privata, una famiglia con tutte le caratteristiche desiderabili: moglie colta, raffinata e bella, due figli adolescenti con buoni voti a scuola, cane affettuoso, rigorosamente di razza e una Porsche nera che mi dava l’illusione di essere ancora giovane.

A dire il vero non tutto era perfetto, ma pensavo fosse normale avere certi problemi, cose che fanno parte della vita di un maturo e serio professionista. Non avevo praticamente rapporti coi miei figli. Io lavoravo molto e loro avevano i mille impegni e hobby che l’adolescenza porta con sé. Nei rari momenti in cui ci si incontrava a casa scambiavamo poche fredde frasi sull’andamento dei loro studi. Sapevo ciò che facevano dai racconti di mia moglie, sempre molto più informata di me. Con lei le cose non andavano poi così male. Il nostro matrimonio si era via via trasformato in una cortese amicizia. Non avevamo più rapporti sessuali da anni. Sapevo che lei aveva degli amanti, ma non me ne curavo. Sarebbe stato ingiusto e sciocco da parte mia pensare che una donna ancora giovane e bella come lei dovesse rinunciare alla sua sessualità. Io non provavo più desiderio. Attribuivo la colpa al lavoro, allo stress, ma intimamente sapevo che la ragione vera ancora mi sfuggiva. Oggi l’ho capita, grazie a lui.

Scarica l’intero racconto cliccando qui!

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Dolce e tenero appaio…

Una poesia interiore, che esprime il mio stato d’animo riguardo al mondo e alla vita.

Dolce e tenero appaio

a chi mi si avvicina

ma il sangue dei Barbari

scorre nelle mie vene

e lo spirito di un lupo

ringhia in me notte e giorno.

 

Sono libero, libero perché armato.

non coltelli o cannoni

ma parole e idee

mi sono strumenti

e il destino non mi importa.

 

Non si adatta il Barbaro

non si addomestica il lupo!

Proseguo il cammino

indifferente alla meta.

 

Nel mio ultimo giorno sarò re

di una terra gloriosa

siederò su un trono d’oro e smeraldo

indosserò una corona

di rubino e diamante

o giacerò nudo

nel fango di una discarica

tra la spazzatura

e i ratti rideranno di me.

 

Ma quando la morte

mi prenderà con sé

non avrò paura

di mostrarmi agli Dei.

 

Dervio, 21 febbraio 2011

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Una maglietta semplice…

Una poesia fresca fresca, appena scritta. Torna l’esaltazione del bello e dell’Eros nella parvenza di un ragazzo. Nella distanza si realizza l’attrazione.

Una maglietta semplice

sopra i tuoi jeans

copre il tuo esile corpo

mio piccolo Didimo.

 

Schivo abbassi gli occhi,

eviti gli sguardi

e sola la musica

fai entrare nel tuo mondo.

 

Non sai Didimo

quanto sia dolce

la tua timidezza

e quanto geloso io sia

di quelle note fortunate.

 

Dervio, 18 febbraio 2011

 

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